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Nel segno della tradizione l'armonia dell'immagine tra sogno e realtÓ
Testi a cura di Eolo Costi

Alle soglie del Duemila il presente panorama delle arti in Italia e caratterizzato dal proliferare crescente di una grande varietà di soluzioni stilistiche, che compiono esperienze radicali e provocatorie impregnate di un forte spirito rivoluzionario, perché alludenti a simbologie espressive che si vorrebbe poter interpretare al di la di qualsiasi esigenza di rappresentazione. La facilità con cui gli artisti elecubratori di idee passano da una inconsideratezza all'altra, denuncia, un senso di continua incertezza, proprio per la consapevole provvisorietà delle impostazioni artistiche che nascono dall'aridità dell'arte concettuale, privilegiando la progettazione alla realizzazione vera e propria di un'opera ed esprimendosi preferibilmente nell'evento, nell'happening, talora nell'intervento sulla natura o sul proprio corpo, rendendo l'arte asservita al dominio del pensiero strumentale. 
  
Questo attuale stato di fermenti, ripiega spesso su orizzonti ristretti e su approdi temporanei, producendo uno stato di transizione evidente in ogni linea di tendenza, stato che provoca mediante una pseudo arte l'impossibilità di definire, senza incongruenze, una personalità artistica. Per questo, mai come alla fine di questo secondo millennio, si fa forte l'interrogativo: quale sarà il futuro dell'arte? A quali prospettive ci stiamo preparando? Sari uno sviluppo per l'uomo o contro l'uomo? Una delle motivazioni, che sottendono a moltissimi filoni degli ultimi anni, e stata l'ansia del rinnovamento (potremmo anche definirla una ripresa di rivolta delle avanguardie) all'insegna dello "sperimentalismo a tutti i costi", un aggiornarsi dei vari "ismi" più in voga, come Popart (arte popolare), surrealismo plastico informale, neo-figurativo, materico, neocostruttivismo geometrico, gestaltismo, mettendo in circolazione, per esempio, le fotografie o le registrazioni delle performances, l'assemblage, le manifestazioni di body art, di land art, video-art, video installazione, manipolazione multimediale e cosi via. Pertanto, e difficoltoso riconoscere una statistica per gli stessi artisti, che finiscono per assomigliarsi tutti pur in apparenza escogitando le più strane trovate con anarcoide spavalderia, secondo il capriccio di una concezione dell'arte come mostruoso fenomeno casuale, come gioco delle correnti imperanti. 
  
La situazione dell'arte, intanto, si rende più confusa con le ipocrisie e gli accomodamenti travestiti in nome della "libertà" della "cultura", tramite l'intento sarcastico e dissacratore di cui si servono molti artisti per attestare, con largo sfoggio anticonformista a sfondo pessimistico decantante il nullismo, ogni licenziosa volgarità contrabbandandola per ardita espressione d'arte. Sembra, infatti, che da una rapida, ma non distratta occhiata a queste "tendenze", si possa concludere (se davvero questo che abbiamo sott'occhio e lo scenario reale di ciò che chiamiamo arte) che il ciclo della somma tradizione rinascimentale mostra essersi miseramente chiuso dalla celebrazione come opera d'arte non più soltanto della brutta materia, ma dell'oggetto o materiale di uso comune nella sua squallida e futile consistenza. 
  
Questo freddo intellettualismo, e le stravaganze delle cosiddette operazioni extrapittoriche incomprensibili, sterili ed inutili, hanno avuto il demerito di demitizzare il concetto di arte come intervento dell'ingegno che tendeva a trasfigurarla e sublimarla nell'elevazione dell'uomo. "Se l'arte dev'essere un pugno allo stomaco - sosteneva Franz Kafka - le avanguardie hanno centrato il loro scopo" . Un'arte caotica dai contorni piuttosto vaghi, e disponibile a tutte le avventure, i rischi, le cadute negli aberranti linguaggi indecifrabili che scadono nel cattivo gusto, e non idonei ad esprimere una genuina testimonianza delle irrequietezze del vivere contemporaneo. Va notato che viviamo in uno dei momenti storici più difficili da qualche tempo in qua. 
  
La verità e che nel giro di una generazione si sono prodotti nella nostra società sconquassi enormi, e gli antichi capisaldi sono stati completamente scardinati. Come e risaputo, sul fronte dell'arte ormai da oltre un secolo si assiste ad un tumulto innovatore, che non trova ancora oggi una conclusiva delucidazione dialettica, anzi, diremo che gli artisti sono alla continua ricerca di un'espressività che sia soltanto loro. "Alle varie esperienze - dichiara Maurizio Calvesi - e mancato il tempo di essere digerite e messe a profitto, perchè i tempi già recavano in gestazione altre necessita, altre idee." - e prosegue "Il nuovo linguaggio trova una diffusione larghissima ed e questa saturazione che ne provoca ben presto il logoramento e la dispersione". Infatti, con le "avanguardie" si e dato credito alle forme più scandalose, alle indagini più avveniristiche e problematiche, proponendo nel paradosso le tesi più inverosimili coi propri luoghi comuni, novità, eccentricità e difetti degenerativi. 
  
Nella babele degli ismi, tra le ultimissime ideologie dove trionfano il relativismo e il nichilismo, che stanno disorientando l'arte costituente il valore assoluto della cognizione umana, e confortevole trovare chi sappia ancora distinguere "l'arte" dalla 'non arte". In tale quadro, l'artista, quando e veramente artista, ha fra gli altri il dovere di lottare contro l'omologazione e le vacue sperimentazioni che si insinuano come "metastasi" silenziose nel nostro essere, ottuntendone la sensibilità. A tal proposito, Ignazio Silone scrive con lucida formulazione chiarificatrice: "Il sentimento istinto dell'anima, ecco la fonte perenne della poesia, che nessun linguaggio tecnologico potrà mai esprimere". In fermo contrasto alle degenerate avanguardie, risponde adeguatamente la lodevole funzione della Pinacoteca di Civitella Roveto, che sorge con l'ambizioso progetto di far coincidere il proposito della "tutela" del cospicuo patrimonio artistico esistente con quello della loro "conoscenze" che si e rivelata prodiga di sorprese interessanti e qualificanti. Sicuramente, questa proposta acquista una prioritaria rilevanza, offrendo l'opportunità di rileggere una pagina di storia sugli orientamenti stilistici di questi artisti espositori, in cui la realtà rimane sempre la maestra insostituibile dell'ispirazione, nella definizione del linguaggio poetico con la sua calda e fervida fantasia.
  
Un'esposizione commisurata, eterogenea di linguaggi denotanti una preminente esplicazione del contenuto narrativo, nel quale si innesta l'aggregazione di toni più suadenti secondo regole di ordine e simmetria prospettica, che si appuntano in una valenza pittorica pregna di decifrazioni innovative. E' questo l'importante obiettivo della Pinacoteca, che per l'occasione documenta un indicativo ventaglio di opere, permettendo di riesaminare con un'analisi d'insieme tutto il loro iter espressivo facente parte di un vasto perimetro di esperienze e di generazioni diverse, le quali s'intrecciano e si raggruppano senza perdere le rispettive fisionomie in una purificazione dei linguaggi di notevole rilievo. In periodi di cosi sfrontata malafede, la pittura di questi artisti viene, invece, a situarsi come limpido modello di coerenza nella forma e compostezza della ideazione immaginativa dalla quale si sprigionano ineguagliati effetti di trasparenza e lucentezza, lontano dai deleteri schemi degli apostoli del nulla.
  
L'attuazione di questa Rassegna, comprende circa 70 pezzi appartenenti ai più noti artisti italiani, la cui entità sul piano artistico ha contributo ad aprire un confronto di reciproche informazioni su dissimili espressioni dell'arte contemporanea, che sono oggetto di attenta valutazione critica nel momento in cui la riuscita di non poche ricerche confluisce su indirizzi estetici ben delineati ed armonizzati secondo un repertorio d'immagini di compiuta integrazione della forma. Da siffatti presupposti muove una Pinacoteca, dunque, nella quale l'accessibile comunicabilità delle opere, esprime ed afferma che la nostra concitata epoca non ha distrutto nel cuore degli uomini i pregi espressivi, legami insostituibili tra l'artista e la società. Si può affrontare il vero, senza pericolo di fare del verismo, come ci si può giovare delle forme senza venir meno alla bellezza e verità degli archetipi nei più svariati domini dell'arte. 
  
Inevitabilmente bisogna precisare che se non fosse stato per la serietà e l'impegno morale e culturale assunti dal Sindaco di Civitella Roveto, dr. Giovanni De Blasis, e dal Presidente della Fondazione Premio Internazionale di Pittura e Scultura "Valle Roveto", Gerardo Mastropietro, felicemente coadiuvati dall'ammirevole ed infaticabile zelo organizzativo di Antonio Nardone, mai sarebbe giunta fino a noi una pregevole raccolta di opere artistiche tra le più belle, prospettate con mirabile purezza stilistica e cariche di una drammaticità di accorta perizia. Si può, a ragione, sostenere che la Pinacoteca viva e appassionata di stimoli, e scaturita con lo scopo primario di far incontrare arte e cultura, proiettandosi come un'influente occasione di dialogo e scambio non solo culturale, ma anche e soprattutto per divenire un preciso punto di riferimento artistico che incide decisamente come specchio vitale sulla comunità cittadina. 
  
Questa Pinacoteca a Valle Roveto può intendersi come un viaggio nel tempo, che va a coronare il ruolo fondamentale svolto in circa cinquant'anni di iniziative incoraggianti umori ed emozioni in alcuni momenti particolarmente eloquenti di creatività, ripercorrendo altresì le considerevoli tappe legate alle vicende artistiche snodatesi attraverso le venticinque edizioni del Premio sopra citato. Nelle loro opere la resa e le gradazioni cromatiche, morbide e delicatamente ponderate, si amalgamano compiutamente nel prezioso elaborato pittorico in cui il colore riflette vibrazioni poetiche cadenzanti la possanza del dettato in un clima rischiarato da un bagliore solare. Sono figurazioni sentitamente interiorizzate tendenti a 'scandagliare e fermare l'essenza delle cose, e v'è, una poesia affiorante che sa trasferire sulla tela atmosfere impalpabili e sottili inquietudini. Infatti, sono artisti che non hanno disperso se stessi sull'onda delle mode insidiose e fugaci, ma sono rimasti fedeli ad una figuratività mitica e trasognata. 
  
Le estrinsecazioni di questi artisti si configurano in una sorta di svariati atteggiamenti che trovano un filo conduttore nella folgorazione di un lampo intuitivo, fra magnificazioni coloristiche dalla salda distribuzione delle masse, integrate su intonazioni più misurate. In tal modo, ne risulta una sfaccettatura prismatica in un imponente affresco di immagini, dove in modo nettamente antinaturalistico, la meditazione e il leitmotiv delle scelte trovano largo campo per un sobrio equilibrio pittorico. Ed e proprio da questo rapporto con la natura, che germogliano i racconti di queste immagini cristallizzate in una solidità compositiva di totale novità e scioltezza, esplicantesi con una tonalità intrisa degli stupori e degli incanti della realtà. Ma gli esiti più probanti di alcuni di questi artisti, vanno cercati nella chiave di lettura delle loro opere complesse, inserite in una sapiente orchestrazione di modulazioni pittoriche, per dare risonanza alla raffigurazione tra realtà e irrealtà e captarne l'attimo fuggente. 
  
Tra l'altro, spiccano tematiche che si ispirano ad astrazioni geometriche o puriste, in cui dinamismo e simultaneità si fondono in limpide strutture con iridescenze e compenetrazioni di luce-colore dall'andamento sinuoso, disposte in una levita musicale di congegnata alternanza ritmica del moto stesso, nella sua infinita mobilità. Riccheggiano globalmente in queste pitture le note genernse di un linguaggio moderno, per la vena intimista e contemplativa intesa come mezzo autonomo di espressione, giacché i dipinti mantengono quasi sempre una estrosa Fragranza evocativa, nel segno di schietti accordi pittorici basati su contrasti e armonie di forme, atte a suggerire una percezione nitida e concisa. Tra le più interessanti e significative presenze della mappa artistica italiana di straordinaria levatura, ricordiamo: Battista, Pallozzi, Gismondi, Amadio, Giampistone, Montarsolo, Vangelli, Picini, Padovan, Muccini, Zecchini, Cugurra, Solimena, Le Donne, Navarra, Armocida, Di Fabio, Poggiali, Ercole, Croari, Sernia, Titonel, Ceracchini, Carma. Paulucci, Sarra, Gagliardi, Simone e Raffaele Costi, i cui risultati raggiunti sono eccellenti per inconfondibile rigore compositivo, indubbia maestria e veemenza cromatica, sempre in perfetta rispondenza con le immagini in una sintesi risolutiva di spiccata originalità. Da questa piattaforma artistica non mancano dipinti filtrati nella mutevolezza dalle impressioni di una ancor più composita impaginazione, che veicola segno e colore in una trepida linfa facente da contrappunto ad un realismo radicato, tendente ad un' esaltante semplificazione delle forme in enunciazioni magniloquenti, dense e suggestive. 
 
Nucleo fondante, in questa campionatura di opere, i una sorta di raggio esplorativo ove emergono relazioni prospettico-spaziali, grazie agli impasti soffici e pacati, assoggettati con una maggiore concentrazione all'omogeneità sintattica degli elementi figurativi. In altre opere, invece, si avverte, una stesura pittorica estremamente aggiornata sulle tendenze artistiche europee, essendo innervate con una gamma cromatica avvalorantesi di tinte accese, esprimenti argute coralità narrative di palese immediatezza esecutiva, e idonee a sollecitare il coinvolgimento dell'osservatore. Nelle loro immagini si registra una raffinata trasposizione o entro ripartizioni di immense distese di brani paesaggistici, o in inquadrature di vita urbana, mentre la luce cristallina fa campeggiare le avvincenti strutturazioni di variegata articolazione, rivelando impetuosi impulsi di intensa emotività. In queste figurazioni dal nitore efficace, il bagliore ora meditato da vivaci passaggi chiaroscurali, ora soffuso da altri lievi colori di più ampio respiro, svela un'esuberanza descrittiva di forme e proporzioni che va oltre alla semplice trascrizione, per palesare una autonoma rivelazione sugli spunti naturalistici.
  
Si tratta di opere, che conducono il visitatore in un mondo onirico, laddove la pittura si determina nel fascino della forma, sia come colore che come ritmo, creando una struttura dal piglio nervoso, pervasa da morbide fattezze dai contorni decisi. In una pastosità materica, i dosati e calibrati accostamenti pittorici ed i serrati accenti timbrici del tessuto cromatico, sono le componenti di un vigoroso plasticismo colmo di interpretazione. In questa ottica le opere sono sorrette fra realtà e sogno, facendo risaltare un cromatismo dotato di pigmenti complementari di rara pulsione interna, inteso a coniugarsi ad un'impronta satura di equivalenze corposamente pittoriche, e miranti a rifondere alla pittura libertà compositiva e genialità d'invenzione. Va anche detto che questa tematica colloquiale fra colori e forma, contrassegnata da una razionalità volumetrica assimilata in accentuazioni più appropriate, si accende di irruenze cromatiche e segni che con la freschezza di un talento sempreverde. Non il segno plasma questa nuova condizione, ma il discorso coloristico tassellato e acceso, intramezzato da vivificanti luminosità in un susseguirsi di impressioni, che si identificano come diretta emanazione di stati d'animo, suggerendo alla connotazione degli stimoli visivi a dire qualcosa di molto più urgente e duraturo. 
  
Sono artisti che hanno attraversato indenni i mutamenti più settari ed esclusivi, e le loro opere sono vigili alla dimensione spirituale dell'uomo e si elevano negli alti livelli dell'inventiva, con un'assonanza pittorica identificatesi in un'esemplarità nella quale ideali conservatori richiamano alla memoria gli echi del passato glorioso quale faro della nostra civiltà. Comunque, in questi dipinti si evidenziano esplicitamente immagini scandite con una declinazione di fortuita acutezza, traducendosi in calore di sentimento tra valori di materia e fremiti di segno, in cui gli artisti imprimono un radicamento più convinto ed arricchente, per restituire all'arte il suo congeniale spessore culturale, in simbiosi ad un oculato disvelamento dell'immagine in un messaggio conforme alla trama compositiva, in un recupero d'istintività interiore che tuttavia non rinnega le sue radici e la sua storia, come risposta ed insieme sfida, all'affondamento della contaminazione dei linguaggi del nonsenso appiattiti nelle nebbie del gretto materialismo. 

 

 
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